L’osteopata in gravidanza
L’osteopata gioca un ruolo fondamentale e diverso in base ai differenti periodi che accompagnano la donna nel percorso lungo quasi 2 anni della gravidanza. Perché 2 anni e non 9 mesi?
Una gravidanza, a meno che non arrivi inaspettata, potrebbe e dovrebbe essere preparata. Quando una coppia inizia a pensare ad avere un bambino, la donna dovrebbe preventivamente promuovere la salute del proprio corpo. Troppo spesso, infatti, si fa poco o nulla e si aspetta di essere già in attesa per iniziare a fare yoga, pilates e sport acquatici o per riequilibrare la propria dieta secondo un principio di qualità e non di quantità.
Pensare al cambiamento che arriverà aiuta ad affrontare in armonia la nuova situazione che, per quanto molto bella, potrebbe risultare comunque impegnativa. Una donna su quattro soffre di depressione post partum che spesso non viene diagnosticata e altre accusano dolori che le limitano o bloccano a letto per giorni già dal settimo mese.
” Il corpo, come la mente, ha l’esigenza (e il diritto) di essere preparato al cambiamento prima che possano presentarsi i sintomi di uno squilibrio. “
L’importanza del trattamento osteopatico in gravidanza
Nel periodo precedente alla gravidanza, l’osteopata ha la possibilità di trattare la paziente senza restrizioni né vincoli, promuovendo il più possibile il suo stato di benessere e salute. A gravidanza iniziata, poi, i trattamenti vengono normalmente effettuati dal secondo trimestre. Nei primi tre mesi, infatti, visti i delicati processi in atto, sebbene l’osteopatia non sia rischiosa e non possa indurre un aborto, si preferisce evitare. È un momento particolarmente delicato nella vita di una futura madre, in cui è importante accogliere i suoi bisogni e promuovere la sua serenità rispetto a paure anche apparentemente immotivate. Alcuni osteopati scelgono comunque di praticare durante il primo trimestre, di comune accordo con la paziente e informandola di ciò che sarà fatto durante il trattamento: iniziare tempestivamente dà al professionista la possibilità di preparare al meglio il corpo della donna, operando manovre che durante i nove mesi saranno sempre meno indicate o difficili da applicare, visti i cambiamenti fisici che avverranno.
Il corpo della donna si prepara a cambiamenti strutturali e ormonali importanti e l’osteopata si adopera affinché ogni sistema – strutturale, cranio-sacrale e viscerale – riacquisti la sua mobilità.
A livello scheletrico, la crescita dell’utero aumenta le curve della colonna, soprattutto nella lordosi lombare e nella cifosi dorsale: è quindi importante eliminare preventivamente tutti gli scompensi o le restrizioni di mobilità – ovvero i blocchi vertebrali – presenti, per dare alla schiena la possibilità di compiere ogni adattamento con meno fatica e senza dolore. Lo stesso vale per la struttura del bacino, che sfrutterà la mobilità delle sue articolazioni per consentire gli adattamenti posturali necessari.
Durante la gravidanza, l’obiettivo è sempre quello di accompagnare e favorire la funzione e la salute della donna in tutti i cambiamenti che potrebbero far insorgere sintomi come sciatica, mal di testa, dolori alle mani, vertigini, dolori inguinali, dolori articolari a ginocchia, caviglia e simili. La crescita dell’utero richiede spazio a stomaco e fegato, che vengono spinti verso il torace, sotto il diaframma, facendo insorgere alcuni sintomi quali reflusso e difficoltà a digerire.
Questi sintomi, però, non sono solo una questione di compressione sugli organi, perché i nervi che gestiscono lo stomaco, il diaframma e il fegato partono dal cranio e dalla colonna vertebrale.




