Il primo trimestre della gravidanza: 0-13 settimane

Ci si accorge solitamente della gravidanza per l’assenza delle mestruazioni. Nei giorni precedenti è possibile avvertire tensione mammaria, fastidi nella zona soprapubica (dove si trova l’utero all’interno del bacino), disgusto per alcuni odori, maggiore salivazione, sonnolenza e stanchezza, digestione e intestino lenti.

” È bene precisare che si possono percepire tutte queste sensazioni, solo alcune o nessuna in modo definito. “

A seconda del proprio ritmo di vita, poi, è più o meno facile percepire i cambiamenti e adattarsi per stare meglio: per esempio, riposare quando si ha sonno invece di bere l’ennesimo caffè, mangiare poco e spesso per migliorare le nausee anziché fare lunghe pause tra i pasti. Il test da eseguire sulle urine è solitamente il modo più semplice per appurare la gravidanza ed è efficace già dal primo giorno di ritardo. In caso di esito positivo, la donna è incinta; se è negativo e la mestruazione non compare, si consiglia di ripeterlo dopo alcuni giorni ed eventualmente contattare l’ostetrica o il ginecologo.

I test del sangue – che rilevano i valori di Beta-hCG – non sono necessari per accertare la gravidanza e sono utili in situazioni specifiche, se effettuati ripetutamente e in modo seriato a distanza di alcuni giorni, soprattutto in caso siano presenti perdite ematiche o dolori pelvici, precedenti gravidanze extrauterine o interrotte precocemente. Saranno il ginecologo, l’ostetrica o il medico di medicina generale a consigliare il da farsi.

L’inizio della gravidanza è un tempo invisibile agli occhi: all’esterno tutto sembra uguale e la pancia non appare prima del termine dei 3 mesi, mentre all’interno avvengono gli adattamenti essenziali e delicati che ne garantiscono la buona riuscita.

LE EMOZIONI E I CAMBIAMENTI DEL PRIMO TRIMESTRE DI GRAVIDANZA

Solitamente le sensazioni di ambivalenza e le emozioni «da montagne russe» sono la parte più comune nell’adattamento che avviene in questi primi mesi di gravidanza. A volte potranno essere molto diverse da quanto immaginato: alla conferma reale della gravidanza si possono scoprire sentimenti contrastanti come eccitazione e paura, felicità e dubbi; a volte bastano pochi giorni per adattarsi alla gravidanza, altre volte servirà più pazienza. Sono sensazioni comuni i gusti e l’olfatto che cambiano, la funzione intestinale che rallenta, un gran sonno e pianti improvvisi senza apparente motivo. Aiuta molto curare l’alimentazione e l’idratazione, ricorrere a semplici rimedi erboristici, avere il supporto del partner e degli affetti cari e ritagliarsi tempo per sé.

Molto spesso il sonno è un segnale comune e irrefrenabile che porta a spezzare la giornata con dei pisolini o ad andare a letto appena fa buio. È importante assecondarlo per facilitare ciò che accade dentro il proprio corpo. Dolori di lieve entità, percepiti come se arrivassero le mestruazioni, possono essere appena avvertiti e aumentare se manca l’adattamento o se i ritmi, il carico mentale e gli impegni si mantengono alti. Alcune volte, invece, possono essere del tutto assenti.

Solitamente tra le 12 e le 14 settimane si percepisce una certa rotondità nella parte bassa della pancia – al centro, sopra il pube – data dall’utero che si è ingrandito come un grosso pompelmo. Già in questo stadio è possibile percepire i primi movimenti fetali, anche se sovente, alla prima gravidanza, può accadere più avanti.

SENSAZIONI COMUNI NEL PRIMO TRIMESTRE DI GRAVIDANZA

Tensione mammaria: i cambiamenti ormonali stimolano lo sviluppo completo della ghiandola mammaria preparandola all’allattamento. Solitamente le mammelle aumentano di volume, si scuriscono le areole, i vasi sanguigni sono più visibili e compaiono i tubercoli di Montgomery, piccole ghiandole sebaceecircolari che provvedono all’idratazione e alla pulizia dell’areola.

Nausea: è abbastanza comune, aumenta a digiuno o con la presenza di cibo dall’odore intenso e raggiunge il picco massimo durante le prime 8-10 settimane, coincidendo con l’innalzamento dei valori delle Beta-hCG. Per alcune donne il disturbo può proseguire anche nei mesi successivi, comportando disagi nel mangiare e bere. Quando si avverte difficoltà nell’adattarsi alla gravidanza, è sempre consigliabile rivolgersi al professionista da cui si è seguite.

Digestione ed evacuazione lente: all’inizio della gravidanza, per gli ormoni presenti, i movimenti intestinali potrebbero rallentare. Un organismo in salute si libera una volta al giorno con feci di tipo 3-4 della scala di Bristol, ovvero lisce e morbide, compatte, a forma di serpente/salsiccia, evacuate con facilità. È importante mantenere una buona regolarità così da eliminare le tossine. Piccole modifiche nell’alimentazione, nell’idratazione o negli stili di vita e l’assunzione di probiotici specifici e rimedi erboristici possono risolvere il problema ed evitare emorroidi, incontinenza, prolassi del pavimento pelvico e infiammazioni o infezioni.

Aumento della minzione: già dai primi mesi aumenta il lavoro dei reni e la quantità di pipì, in modo da eliminare efficacemente le sostanze indesiderate. È utile un controllo del pavimento pelvico se si accusa minzione frequente o la presenza di perdite, in assenza di infezioni.

Perdite di sangue: durante i primi giorni può accadere di avere piccole perdite di sangue, solitamente rosacee o marroni. Se di lieve entità, sarà utile avvisare chi presta assistenza; se invece si presentano dolori, senza o con perdite simili a una mestruazione, è essenziale contattare il curante e recarsi in Pronto Soccorso.

Diminuzione della pressione sanguigna: la pressione in gravidanza si abbassa, è un normale segno di buona funzionalità placentare.

Tono e rilassamento dell’utero: in questa fase della gravidanza l’utero si adatta, aumenta progressivamente la sua morbidezza e la sua elasticità per accogliere l’espansione della nuova vita. Qualora venga invece percepito come teso, pesante, duro, dolente, è utile parlarne con la propria ostetrica e l’osteopata per facilitarne l’adattamento.

IL LUTTO NEL PRIMO TRIMESTRE DI GRAVIDANZA

Alcune gravidanze possono terminare precocemente, più spesso nei primi 3 mesi, a volte prima ancora della mancanza delle mestruazioni, raramente in periodi più avanzati. Nelle gravidanze gemellari con due o più embrioni può accadere che nelle primissime settimane uno solo arrivi a concludere la gestazione e, di conseguenza, è possibile che si verifichino piccole perdite, doloretti o presenza di camere gestionali vuote durante l’ecografia.

In ogni caso, la fine prematura di una gravidanza è una perdita emotivamente e fisicamente impegnativa, sia essa spontanea o avvenuta per necessità o scelta.

” Ciascuno reagisce in modo personale ed è di grande importanza ricevere e offrire a sé stessi uno spazio protetto per riconoscere le proprie emozioni e salutare, a proprio modo, chi è stato con noi nei nostri sogni, nei nostri progetti e nei nostri desideri. “

LA PRIMA ECOGRAFIA

L’ecografia di datazione è la prima ecografia prevista in assenza di sintomatologia, si effettua tra le 10 e le 13 settimane e permette di datare la gravidanza, osservarne la presenza e la collocazione all’interno dell’utero e di identificare eventuali situazioni anomale che è importante conoscere. Solitamente in questi casi sono presenti segni di dolore addominale, interruzione improvvisa o assenza dei sintomi tipici della gravidanza.

” Ascoltare i segni e rivolgersi alla propria ostetrica è importante per supportare la propria salute. “

ESAMI DI DIAGNOSTICA PRENATALE

La diagnostica prenatale è una branca della medicina che valuta la salute del feto utilizzando varie metodiche proposte secondo desiderio e necessità dei genitori. Prevede tecniche più o meno invasive, con percentuali di rischio e affidabilità diverse, mediante esami gratuiti o a pagamento, secondo l’età della gestante e i fattori di rischio.

” Va tuttavia ricordato che non si tratta di esami necessari e per alcune donne potrebbe essere sufficiente sostenere un ottimale stato di salute in gravidanza, curando la relazione con il bambino. “

PRIMO TRIMESTRE DELLA GRAVIDANZA: ESAMI COMUNEMENTE DISPONIBILI

Ecografia di translucenza nucale e Bi-test (o test combinato).

Si tratta di un esame di screening eseguito per valutare la probabilità di alcune anomalie cromosomiche. Si effettua tra le 11 e le 13 settimane e misura la plica nucale, combinando il dato rilevato con esami del sangue e i dati della mamma. L’esame è gratuito, poco invasivo ed efficace nel rilevare il rischio aumentato di alcune patologie cromosomiche. Se l’esito è positivo, vengono consigliati esami più accurati per verificare l’effettiva presenza di patologie nel feto.

Villocentesi.

È l’esame dei villi coriali e si effettua solitamente tra le 10 e le 13 settimane. Essendo invasivo, di solito si riserva a chi è portatore di malattie genetiche gravi di cui è già a conoscenza o in presenza di translucenza nucale positiva. L’esame ha un rischio di aborto tra l’1 e il 2%.

NIPT (Non Invasive Prenatal Test).

Si tratta di un test prenatale non invasivo che prevede l’analisi del DNA fetale libero tramite un prelievo del sangue della mamma. Solitamente è un esame a pagamento. Permette di ricercare alcune patologie di base, ma anche di estendere la ricerca secondo scelta dei genitori e fattori di rischio.