Il secondo trimestre della gravidanza: 14-27 settimane
I cambiamenti più evidenti a partire dalla quattordicesima settimana si hanno a livello fisico. All’inizio del secondo trimestre di gravidanza la pancia ha già superato il piccolo bacino rendendosi evidente e al termine dello stesso l’utero supera largamente in altezza l’ombelico
Ogni gravidanza è a sé e ogni corpo è diverso dall’altro, per questo ogni donna sviluppa una pancia diversa, sia rispetto alle altre donne sia in confronto alle precedenti gravidanze. In questi mesi l’organismo della mamma lavora ancora di più e il cambiamento ormonale stimola il dialogo fisico e psichico con il bambino per modellare continuamente l’ambiente nel quale cresce la nuova vita. I movimenti del feto ormai sono definiti e, tra le 13 e le 24 settimane di gestazione, vengono percepiti per la prima volta dalla mamma.
LE EMOZIONI DEL SECONDO TRIMESTRE DI GRAVIDANZA
La gravidanza è avviata, l’adattamento è solitamente avvenuto e la maggior parte delle donne ha maturato la giusta consapevolezza verso i cambiamenti in atto. Superato il primo trimestre, molte mamme sentono finalmente di poter gioire per la gravidanza, lasciando alle spalle numerose paure.
Inizia in questa fase un tempo solitamente piacevole, l’energia ritorna, si ha desiderio di lavorare, di fare attività, di viaggiare, di incontrare amici, si approfondisce la relazione con il piccolo. Torna anche il desiderio di intimità con il partner che si era assopito nel periodo precedente.
Le preoccupazioni maggiori possono essere legate agli esami prenatali, volti a valutare la salute del bambino, o alla difficoltà di conciliare la vita lavorativa e familiare con i bisogni della gravidanza.
SENSAZIONI COMUNI NEL SECONDO TRIMESTRE DI GRAVIDANZA
- Evidenza della linea nigra: è larga circa 1 cm e corre in direzione verticale dal pube fino allo sterno (la xifoide). Scompare solitamente dopo alcuni mesi dal parto o più tardi.
- Sviluppo delle mammelle e perdite di colostro: le mammelle proseguono il loro sviluppo in vista dell’allattamento. A volte il capezzolo rilascia colostro, il liquido denso e giallo che nutrirà il neonato nei primi giorni. Anche senza perdite, le mammelle si sviluppano comunque regolarmente.
- Aumento delle secrezioni vaginali: con il procedere della gravidanza anche i genitali diventano più soffici, elastici e scuri e le secrezioni arrivano al loro massimo verso le 32 settimane.
- Aumento del desiderio sessuale: per effetto degli ormoni e della maggior sensibilità dei genitali, le sensazioni piacevoli possono venire amplificate. Indolenzimento dell’addome: l’addome si distende per la crescita dell’utero e i legamenti che lo sorreggono si allungano. Un leggero fastidio è normale, ma se permane, è utile chiedere consiglio agli specialisti.
- Tono e rilassamento dell’utero: in questa fase l’utero appare disteso ed elastico per permettere il movimento del bambino senza trasmettere dolore e fastidio alla mamma. Dopo aver fatto pipì, camminato a passo spedito, variato posizione da distesa a in piedi e durante il piacere sessuale, è normale che l’utero risponda aumentando di tono, brevemente e in modo sporadico. In caso la sensazione perduri o sia dolorosa, anche durante il movimento del bambino, è utile parlarne con l’ostetrica.
- Iperpigmentazione: l’aumento della melanina comporta un inscurimento localizzato di alcune parti del corpo, come i capezzoli e l’areola. Alcune donne in gravidanza sperimentano l’iperpigmentazione in maniera maggiore e, in questi casi, è sconsigliata l’esposizione al sole. Generalmente si suggerisce di utilizzare creme con filtri adeguati ed evitare macchie solari.
- Microbiota orale: è raccomandato effettuare una o due sedute di igiene orale durante la gravidanza poiché sembra prevenire il rischio di parto prematuro agendo sul microbiota.
ESAMI DI DIAGNOSTICA PRENATALE COMUNEMENTE DISPONIBILI NEL SECONDO TRIMESTRE DI GRAVIDANZA
Ecografia morfologica.
Si effettua tra le 19 e le 21 settimane. È un esame non invasivo che permette di osservare dettagliatamente l’anatomia e lo sviluppo del feto per rilevare anomalie e per orientarsi, in caso di necessità, verso esami di approfondimento. Se presenti importanti anomalie, si eseguono un’amniocentesi e ulteriori ecografie. In determinati casi, fino alla ventitreesima settimana, è possibile ricorrere all’interruzione di gravidanza: questa possibilità non è però offerta in tutte le strutture ospedaliere e/o da tutti gli operatori. Può essere una buona prassi effettuare gli esami di approfondimento in centri ospedalieri che offrano tale particolare supporto, per evitare, in un momento della vita già molto doloroso, di dover spendere tempo ed energie nella ricerca di assistenza.
Amniocentesi.
È un esame moderatamente invasivo, con un rischio di aborto inferiore all’1%, che permette un prelievo diretto di DNA fetale per effettuare una mappa cromosomica e individuare numerose patologie.




