Fisiologia della gravidanza per mamma e bambino
La scoperta di una gravidanza porta con sé emozioni e sensazioni nuove, anche contraddittorie: la prima volta mancano le esperienze a cui rifarsi o, spesso, si hanno informazioni parziali, che si concentrano solo sugli aspetti problematici, tralasciando tutti gli altri. Accade così che si senta l’esigenza di avere una guida per comprendere e riconoscere ciò che è normale in gravidanza, per prendere familiarità con le nuove sensazioni, per prevedere e facilitare i cambiamenti fisiologici e per compiere le scelte che, passo dopo passo, permettono di scoprire le proprie innate capacità. Per stare bene e vivere serenamente l’attesa, è utile capire e conoscere ciò che si verifica durante i 9 mesi – la cosiddetta «fisiologia della gravidanza» – e ascoltare sé stesse e il piccolo che cresce nella pancia.
L’ABC DEI MUTAMENTI FISIOLOGICI DELLA GRAVIDANZA
La gravidanza dura mediamente 40 settimane a partire dalla data dell’ultima mestruazione, considerando un ciclo mestruale regolare di 28 giorni. In questo tempo avvengono tutti quei processi fisiologici che portano la nuova vita a formarsi e a crescere nel grembo della madre, fino alla nascita, e che conducono la donna ad acquisire la capacità di partorire accogliere e accudire il suo cucciolo. Obiettivo della gravidanza è ottenere una mamma e un bambino in salute, sufficientemente innamorati l’uno dell’altra per proseguire l’esperienza nel benessere – desiderando, magari, di ripeterla.
I TRIMESTRI DELLA GRAVIDANZA
Ogni trimestre porta con sé segni, bisogni e sensazioni diverse. Di solito, si ricevono prevalentemente indicazioni sugli aspetti fisico-materiali: si conoscono a menadito esami, integratori, controlli, ma poche sono le informazioni sugli effetti degli stili e dei ritmi di vita sulla salute di mamma e figlio. Un approccio incentrato sulla complessiva soddisfazione della donna è quello di ricercare e valorizzare gli elementi di fisiologia presenti in ogni gravidanza.
” Insieme agli esami e alle visite, è importante imparare ad ascoltare i propri bisogni e quelli della creatura in grembo per accordare i ritmi di entrambi e dar loro spazio, modellando in senso protettivo l’ambiente di vita in cui sono immersi. “
Attualmente, questo è uno degli aspetti più trascurati nella nostra società: si chiede alla donna di adattarsi al contesto sociale senza tener conto del processo fisiologico in gravidanza e dell’impegno psicofisico che comporta, mantenendo inalterati ritmi, carichi lavorativi, mentali e familiari, oltre a non considerare l’esposizione a fattori di stress che sono spesso la base per lo sviluppo di problemi durante la gestazione e nel bambino. Culturalmente, infatti, la gravidanza viene vista come una «mancanza» e non come un arricchimento per l’intera società.




