Che cosa è normale aspettarsi in gravidanza?

La gravidanza è il tempo dell’attesa per antonomasia, ma è anche il tempo di preparazione alla nascita.

” Prepararsi vuol dire rallentare i ritmi, focalizzarsi, mettersi in contatto e in ascolto con sé, con il proprio corpo e con le emozioni che emergono e che sono sempre ambivalenti: gioia, eccitazione, gratitudine e felicità si alternano, infatti, ad ansia, paura, insicurezza e turbamento. “

Insieme a questi pensieri, dubbi e preoccupazioni segnano l’inizio di un grande cambiamento e di un processo di adattamento alla nuova realtà in arrivo. Le future mamme di oggi sono decisamente più informate rispetto al passato circa le pratiche della maternità: libri, corsi e social network forniscono tante informazioni utili in merito alle cure adeguate, alla nutrizione ideale, all’esercizio fisico a cui dedicarsi, all’educazione da impartire, ai migliori prodotti da usare. Apparentemente impeccabili, molte di loro si ritrovano però sopraffatte dai cambiamenti personali, relazionali ed emotivi legati all’attesa di un figlio, oltre che sorprese dalla sensibilità acuita, dalle fantasie, dalle paure e dai desideri che accompagnano questo periodo. Con l’aspettativa di un’esperienza in gravidanza di «armonia e beatitudine», possono trovarsi a vivere i mesi dell’attesa impaurite e deluse, con un forte impatto non solo sull’esperienza del post parto, ma anche sulla relazione stessa col nascituro.

Troppo spesso l’attenzione è incentrata sulla gravidanza o sull’evento del parto, come se ciò che accade dopo quel momento non esistesse, come se fosse ovvio credere che, una volta arrivato il bambino, tutto ritorni velocemente alla normalità e il rapporto madre-figlio si verifichi naturalmente, in funzione dell’istinto materno: l’esperienza della gravidanza deve essere considerata come il fondamento della futura relazione.

ASPETTATIVE E CAMBIAMENTI IN GRAVIDANZA

Quando si parla del vissuto della gravidanza, è utile richiamare la scansione data dai tre trimestri (primosecondoterzo), in quanto ognuno di loro ha caratteristiche emotive e psicologiche specifiche che la futura mamma deve conoscere per non farsi trovare impreparata. In particolare, ogni fase porta in sé una tappa evolutiva, un momento critico e di passaggio che impone alla donna una riorganizzazione: come in ogni crisi maturativa – pubertà, menopausa – anche l’esperienza della gravidanza implica la rottura di un equilibrio in funzione di un nuovo assetto.

Le donne, proprio come fanno i semi pronti a germogliare, si rompono per poter crescere, rielaborando le proprie esperienze fino ad arrivare all’acquisizione di un livello di integrazione più maturo. Quando le dinamiche psicologiche ed emotive tipiche della gravidanza vengono esperite consapevolmente, elaborate e integrate nella nuova identità, il funzionamento complessivo e il benessere della donna, del nascituro e del loro rapporto sono preservati.

Le neomamme non devono spaventarsi del turbamento vissuto perché produce una frattura, uno spazio interno da cui avviare la costruzione dell’immagine di sé stessa come madre, in cui accogliere il bambino, ma anche la relazione con lui. L’importante è restare in contatto con ciò che emerge da questo processo. Troppo spesso si sentono spaventate, colpevoli o inadeguate perché credono che ciò che vivono sia anormale; se non sperimentano sentimenti positivi, pensano che abbia a che fare con la loro adeguatezza o competenza materna, invece non è affatto così.

” Provare tante emozioni, a livelli diversi, fa parte di questa esperienza ricchissima e complessa che è la gravidanza: per questo, più il tempo dell’attesa sarà equilibrato e consapevole, più efficace e serena sarà la maternità. “