Secondo trimestre di gravidanza: il bambino immaginario
Il bambino ormai si è radicato, è dentro e fa parte della mamma.
Complici la percezione dei primi movimenti fetali, l’inizio delle ecografie e la crescita delle dimensioni della pancia, dal quarto mese si inizia a consolidare il «dialogo» tra mamma e bambino, perché la sua presenza è finalmente percettibile.
Il fatto che il piccolo inizi a esistere di più nella realtà quotidiana determina l’attivarsi della dinamica psicologica tipica di questa fase: la nascita del bambino immaginario.
Come la fantasia in gravidanza porta la mamma a immaginare il suo bambino
Questa attività non è solo un gioco: ha una valenza efficacissima e si innesca prima di tutto come risposta all’impossibilità di dare forma al futuro, a ciò che sarà, all’ignoto che attende la coppia nell’esperienza genitoriale; in secondo luogo, fantasticare significa dare spazio mentale alle immagini e accogliere. Il modo in cui avviene una simile idealizzazione del bambino dipende molto dai desideri, dalle fantasie infantili, dai bisogni, dalle speranze e dai timori dei genitori. È importante che questo processo psichico del bambino immaginario in gravidanza venga consapevolizzato e integrato nell’esperienza dell’attesa poiché influenzerà molto la relazione con il bambino reale.
Chi non riesce ad accogliere mentalmente il bambino potrebbe aver vissuto precedentemente uno o più aborti oppure complicazioni a inizio gravidanza; come potrebbe anche volersi proteggere da ulteriori delusioni, sofferenze e timori profondi rispetto ai cambiamenti di vita che avverranno. Non riuscire ad accogliere può, inoltre, portare senso di colpa, pensieri di inadeguatezza legati al non volere il bambino, rischiando di nascondere la normale paura di non sentirsi pronta, abbastanza responsabile, non all’altezza del nuovo ruolo di madre.
” L’importante non è il contenuto dei pensieri, ma come la mamma gestisce quelle credenze: se le lascia sottese, latenti e impronunciabili, potrebbero esasperare un forte malessere; se, al contrario, le vede, accoglie, elabora e dà loro significato, otterrà un’opportunità di crescita personale. “




