La fase del sonno da 0 a 12 mesi
«Dorme, la notte?» è una delle domande più frequenti che viene rivolta ai neogenitori. Come per lo sviluppo motorio, anche lo sviluppo del sonno non segue un andamento lineare, ma può presentare dei momenti di cambiamento improvviso.
” È importante, quindi, che il genitore, pronto a intervenire durante una crisi di pianto notturna, sappia che cosa sta succedendo e, con tutta la calma che possiede, cerchi di trasmettere tranquillità. “
Ogni bambino è diverso, così come ogni gravidanza e ogni ambiente famigliare, ma sapere come favorire l’attivazione e il rilassamento di alcune funzioni, così come quando si è formata la struttura del sonno. Ogni giorno, durante le visite, ascolto le difformità sul ciclo del sonno dei neonati. I genitori mi raccontano storie differenti ma allo stesso tempo simili tra loro.
Queste diversità possono dipendere da una serie di cause direttamente legate alla genetica del bambino (maturità personale nel sistema di regolazione del sonno) o indirettamente trasmesse dalla madre durante la gravidanza e il parto. Pare che la struttura di base del sonno di un neonato si formi durante il quarto-quinto mese di gestazione. Spesso, in quella fase, le donne ancora lavorano; troppo poco è il tempo che dedicano al proprio benessere e tante le ore che impiegano lavorando, a causa di un sistema che non le supporta abbastanza.
” In gravidanza, si dovrebbero incoraggiare le donne a fare attività fisica, passeggiare all’aria aperta, dedicarsi ad attività piacevoli e all’ascolto dei propri bisogni, adattando i propri ritmi alla nuova fase di vita, così da favorire il periodo che stanno affrontando e che affronteranno. L’eccesso di stress, chiamato distress, continuo e costante, andrebbe evitato, poiché potrebbe avere effetti sulla gravidanza, sul parto e sul periodo post-parto. “
I PRIMI 2 MESI
In questa prima fase, i neonati dormono in media tra le 14 e le 18 ore, con un range variabile che va da un minimo di 9 a un massimo di 21 ore. Ogni neonato gestisce in autonomia i propri riposini che di media durano tra i 45 minuti e le 3 ore. I ritmi, in principio facilitati dal ciclo fetale di 24 ore, diventano imprevedibili e il neonato tende a svegliarsi per la fame, se non presenta uno specifico fastidio.
” Alla nascita, le ossa del cranio di un neonato sono spesse un paio di millimetri e raggiungono il centimetro in età adulta. Per via dello spessore ridotto, della grande capacità di adattamento e grazie alla loro plasticità, c’è la possibilità che la forma della testa si modifichi in maniera scorretta. “
Quando l’appiattimento di una zona specifica causa un’alterazione della forma, si riscontra una plagiocefalia posizionale («posizionale» perché sviluppata nel tempo). Di norma, si verifica quando il neonato ha una preferenza di rotazione del capo, che può essere causata dalle posizioni che ha assunto durante le ultime settimane di vita intrauterina, dalle trazioni causate da un parto operativo e dalle compressioni che ha subito o dalle posizioni che, inconsciamente, mamma e papà gli fanno ripetutamente mantenere. È importante che il genitore vari la posizione della testa del neonato, facendola ruotare una volta da un lato e una volta dall’altro per permettere una crescita armonica della scatola cranica.
DA 2 A 4 MESI
È il primo periodo utile per capire se il bambino ha sviluppato una buona struttura di base del sonno. Il riposo notturno inizia ad allungarsi e in genere è preceduto da uno stato di veglia di circa 3 ore. Nell’arco della giornata, le ore di sonno totali diminuiscono in media tra le 14 e le 17. Le varie fasi della giornata vengono vissute con maggior ordine, grazie anche a ciò che avviene nel metabolismo del bambino. Intorno ai 3 mesi si avvia il processo omeostatico, inizia a consolidarsi la secrezione della melatonina e a intravedersi quelli che sono i ritmi tra il giorno e la notte. In questa fase di stabilizzazione spesso scompaiono le coliche che fastidiosamente hanno accompagnato fino a ora il neonato, creando scompiglio e preoccupazioni anche nella vita dei genitori.
Come nei primi 2 mesi, le posizioni raccomandate durante il sonno non cambiano.
” Il posizionamento statico della culla è una delle tante cause di fissazione della preferenza di rotazione e quindi della formazione di un gran numero di plagiocefalie posizionali che in genere si delineano dal quarto mese di vita. “
A questo punto, è importante far valutare il neonato da un professionista che sappia intuire preventivamente se la forma del cranio stia iniziando ad alterarsi.
DA 4 A 8 MESI
Durante questi mesi, la salivazione aumenta e spuntano i primi dentini, creando quei piccoli fastidi che possono svegliare il bambino. Tuttavia, i risvegli non sempre dipendono dalla crescita dei dentini. In questo arco di tempo, il continuo sviluppo del processo omeostatico dell’organismo e la produzione dell’ormone della melatonina (preposto alla regolazione del ciclo sonno-veglia), che intorno ai 6 mesi diventa stabile, fanno sì che il bambino distingua maggiormente il periodo del giorno da quello della notte.
” In media dorme tra le 12 e le 16 ore, facendo tre sonnellini durante il giorno: uno a metà mattina che può durare tra i 45 e i 60 minuti, uno dopo pranzo di 1-2 ore e uno in serata di 30-45 minuti. “
Inizia a conoscere il mondo che lo circonda: non esiste più solo il bambino, ma il bambino e i suoi genitori. Riconosce la fase dell’addormentamento, momento che potrebbe essere vissuto come una separazione perché intuisce il distacco dalla mamma e dal papà con il posizionamento nel lettino e il mancato contatto fisico.
Il modo in cui il piccolo viene addormentato non è da sottovalutare. Molti genitori preferiscono tenerlo in braccio, altri coccolarlo nel lettino; ci sono svariati modi, ma non tutti sanno che il modo in cui il bambino viene addormentato può condizionare il comportamento notturno.
” Intorno ai 6 mesi arrivano le onde del sonno. Di notte, tutti i bambini hanno dei microrisvegli fisiologici e il ciclo di riposo può essere alterato da diversi fattori, uno dei quali è la fase dell’addormentamento. “
Per questo è importante stabilire a monte una buona fase dell’addormentamento.
DA 8 A 12 MESI
I risvegli notturni diminuiscono, in genere 2-3 per notte con intervalli tra loro sempre più lunghi. Le ore di sonno in una giornata intera calano tra le 12 e le 14. Cambiano anche i riposini che non saranno più 3, ma 2: salterà quello del pomeriggio, mentre quello della mattina potrebbe essere molto più breve.
Dopo aver analizzato le varie fasi, ci tengo a ripetere che ogni bambino è diverso e che le differenze sopra riportate non sono sempre così schematiche. Quando il bambino si sentirà sufficientemente sicuro nel rapporto con i propri genitori e nel suo ambiente, inizierà serenamente a dormire nel proprio lettino.




